Mammaaaaa…dove sei??

L’andalucía è uno spettacolo.

Con l’associazione ESN abbiamo viaggiato molto.Siviglia fa davvero rima con “maravilla”.È la mia preferita in assoluto e Plaza de España mi ha lasciato sempre a bocca aperta,tutte e quattro le volte che ci sono stata finora. E poi Málaga,Córdoba e la sua Cattedrale,Gibilterra e le sue scimmie e ancora Ronda e Arcos con le sue bianche case.

Luoghi ricchi di storia e di magia,di quelli che ti guardi attorno e ti sembra di respirare un’aria diversa,leggera.Se in uno di questi luoghi ti fermi a pensare,svuoti la mente per qualche secondo,l’aria che riempie i tuoi polmoni ti trasporta in un’altra dimensione.Viaggi col pensiero e ti rendi conto che tu sei lí,in Spagna.Stai camminando su un terreno diverso da quello che sei abituato a calpestare,non é il tuo Paese.Ti guardi attorno,tutto assume colori piú vivi,apprezzi anche il piú piccolo sasso di quel luogo magico,tutto è bellissimo.

L’Erasmus è qualcosa di spaciale,perché per la prima volta assapori la vita in maniera differente.Apprezzi ogni singolo momento,la filosofia di vita diventa “A ver lo que pasa” e inizia a cantare a squarciagola le canzoni delle quali finalmente sai le parole,salti,balli,inizia a fare tutto ció che nel tuo Paese non avresti probabilmente mai preso in considerazione di fare. Hai un’energia nuova e ogni giorno sei carico e ti svegli col sorriso.

L’Erasmus è una dimensione  a parte,sei libero e indipendente.L’indipendenza.Tutti noi Erasmus siamo eccitati quando andiamo a vivere da soli all’estero,ma non è sempre tutto rose e fiori.Ci sono scogli da superare come quello di trovare una casa che non cada a pezzi e che valga quello che paghi e che non sia troppo lontana dall’Universitá,che non dobbiamo scordare,è quello per cui siamo qui e non solo per  una lunga “vacanza”..dobbiamo imparare a cucinare da soli,a stendere i panni,a stirare e soprattutto a risparmiare,che credo sia una delle cose piú difficili in assoluto.Quantitá assurde di soldi se ne vanno in Erasmus e ammmettiamolo,principalmente li spendiamo in alcool e,per chi come me é una buona forchetta,in cibo.E pensare che Cádiz non è nemmeno una cittá cara.

Ogni Erasmus che si rispetti,poi,ha dovuto lottare contro quella macchina infernale dalla larga bocca che è la LAVATRICE.E cosí rimandiamo il momento della lavatrice fino a che non ci ritroviamo con un solo paio di mutande e di calzini.Ed è a quel punto che ci piazziamo di fronte a lei,la guardiamo e pensiamo di poterla affrontare,di poterla spuntare da soli contro di lei.La fissiamo per mezz’ora.Poi,sconfitti,pensiamo:

Come cavolo si carica una lavatrice?Mammaaaaa dove sei??

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“Ciao!Sono quella che ha la casa affettuosa!”

Cádiz.Finalmente.

Presi le chiavi e scesi di corsa le scale.Ad aspettarmi sotto al mio portone c’era  Maria.Non l’avevo mai vista prima di allora,avevamo solo parlato nei mesi precedenti l’erasmus.”Ciao,sei Valentina?”Un’esile ragazza,dai lunghi capelli castani e rossa come un peperone,mi sorrideva.

Posso assicurarvi che l’erasmus amplifica al quadrato qualsiasi sensazione e anche le ore sembrano intere giornate.

Eravamo le prime ad arrivare e così andammo sul lungomare,al Parque Genovés e ad esplorare un po’ la cittá.Facemmo il nostro primo selfie.Cavolo,il primo di una lunghissima serie!Dopo aver passato la giornata insieme,ci dividemmo,ognuna a casa propria e la sera ci saremmo riviste per mangiare qualcosa,visto che avevo il frigorifero completamente vuoto.

Ancora tutt’ora quando apro la porta di casa,mi fa un certo effetto.

Entro in casa e scelgo la mia stanza…Una aveva una finestra che dava all’interno,due erano uguali e con balcone ed una era gigante,con balcone e bagno in camera.Scelsi una via di mezzo,una delle due simili e ci misi le valigie.Mi stesi un po’ sul letto e mi rilassai.Il viaggio era stato lungo e stancante.

“Maria,che ne dici di provare questo posto?’El rincón cubano’?”Ci sedemmo sugli sgabelli e prendemmo i menu.”Cosa diavolo è un bocadillo de tortilla?Ma il bocadillo de tortilla è diverso dall’hamburghesa?E perchè c’è un bocadillo di hamburghesa e tortilla?”Io e Maria restammo quasi un’ora a contemplare il menu,prima di sceglierne uno a caso.Io il nome di quel panino peró lo ricordo ancora:Bocadillo de Tortilla “mulata”.

Il giorno dopo ci accordammo per andare al mare,alla playa de la Caleta.Una costruzione bianca troneggiava sulla sabbia.Avevo sempre pensato che quella cosa fosse la caleta e che da lì derivasse il nome della spiaggia,ma in realtá caleta è in riferimento alla forma del pezzo di spiaggia,concavo.

Mi sentivo leggera.L’aria fresca,il sole,il mare e la tipica “Frittata di maccheroni” che solo un Italiano del sud puó capire.

Sono passati 8 mesi da quando misi piede su quella spiaggia per la prima volta e pur essendo piccola e,soprattutto in questi periodi estivi molto affollata,é uno dei simboli di Cádiz e per me è bellissima.

Passaggiando per Cádiz non potevo far a meno di ascoltare le conversazioni di questi spagnoli che sempre mi avevano incantato. Ricordo che una sera,uscendo a Napoli con amici,incontrai delle ragazze spagnole e attaccai a parlare con loro,guardandole come se fossero aliene scese sulla Terra,enusiasta solo per la loro orgine latina.Mi avranno sicuramente presa per pazza.Beh a Cádiz mi sentivo come una bambina in un negozio di “chucherías”,cercando di ascoltare qualsiasi discorso per vedere se capissi ed è inutile dirvi che non avessi la piú pallida idea di cosa dicessero.

Non ci volle molto prima  di entrare nel “circuito” di ESN(Erasmus Student Network) e conoscere Charlie.Io a Maria andammo ad un incontro “tandem” organizzato dall’associazione e una volta capito lui chi fosse,ci avvicinammo per presentarci.Avevo parlato con lui giá a Luglio,via Facebook,e gli dissi che avevo una casa “CARIÑOSA” invece di “bonita” e così mi presentai: “Ciao!Sono quella che ha la casa affettuosa!”.Sorrise e ci presentó il resto del gruppo.

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Io non sono “Guiri”

“Guiri.Che diavolo vuol dire guiri? Perché la gente mi osserva,e parlando pronuncia questa parola?”Questo era quello che frullava nella mia testa nei primi mesi a Cádiz.

Guiri è una parola che si usa per riferirsi alle persone che sono di un’altra nazionalitá.

La veritá è che ho iniziato ad odiare a morte questa definizione.Io non mi sento per niente Guiri,non mi sento straniera.Io sono una Spagnola nata in Italia.Amo questo paese e questo vocabolo marca una netta distizione tra me e “loro”.Lo odio.

I primi periodi a Caí furono duri.La mia conoscenza basica dello spagnolo era praticamente inutile.Insomma, i Gaditani potevano parlare anche in Giapponese per me,tanto mi sunoava allo stesso modo.

Primo TRAUMA.Il mio padrone di casa deve spiegarmi la strada per arrivare all’appartamento.”Puuuueeees,tiene que ir to recto y luego giraaa a la ikkierda y el piso ettá a la ikkina”.Che-cosa-hai-detto?!?Passai il telefono ad Alvaro,un gentile professore Univeristario che,insieme alla moglie,avevano deciso di offrirmi un passaggio dall’aeroporto di Jerez fino a Cádiz e in seguito fin sotto il portone di casa.Grazie,ve ne sono davvero riconscente.Una volta arrivata,mi vennero consegnate le chiavi di casa.”Un respiro profondo,ci sei.”pensai.Aprii il portone a con le valigie così piene che le cerniere imploravano pietá,salii la rampa di scale,fino a quella che sarebbe stata la mia CASA per quasi un anno.Luce e colori.Così descriverei la mia sensazione all’aprire il portone.Le mattonelle dell’atrio erano coloratissime,di una fantasia a fiori quasi psichedelica,illuminate da grossi finestroni sul soffitto.Lanciai i borsoni e corsi ad esplorare le camere.La cucina,il bagno,le stanze da letto, il salone…Mi affacciai al balcone,alzai lo sguardo al cielo e guardai il sole risplendere,non mi importava accecarmi,ero troppo gasata.

Ero a Cádiz,iniziava la mia piú grande avventura….

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L’inizio di un’Avventura-L’Erasmus

Viaggiare.

Non tutti hanno la fortuna di fare questa esperienza,di andare all’estero,di scoprire il mondo.

S. Agostino diceva”Il mondo è come un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina”.Beh, aveva proprio ragione.

Uscire dal tuo guscio,alla scoperta dell’ignoto ti cambia,e che tu lo voglia o no.Ci sono miliardi di persone lá fuori da conoscere,da cui apprendere,da amare.

Io una delle esperienze piú belle,il viaggio piú meraviglioso della mia vita,l’ho fatto decidendo di andare in Erasmus.

Per chi non conosce il progetto Erasmus,è una opportunaitá unica,che permette agli studenti universitari di poter vivere e studiare in una universitá  estera,per un periodo,con una borsa di studio Europea e dell’univeristá di appartenenza.(esistono anche progetti simili,a livello extraeuropeo).

Ed ora io sono qui,in Spagna e precisamente nell’incantevole Cádiz.

Quando al colloquio per ottenere la borsa di studio,mi chiesero quali fossero state le mie preferenze,io risposi “Se me ha olvidado”.Eh giá,risposi alla docente che non ricordavo quali opzioni avessi scelto per il mio Erasmus.Questo semplicemente perché per me era indifferente la meta.Volevo solo partire.Cosí quando mi comunicarono che sarei partita per Cádiz,in principio non esultai appieno.Ero un po’ delusa,non conoscevo questo posto,non sapevo nemmeno di preciso dove si trovasse.Feci alcune ricerche e solo allora le immagini di internet,iniziarono a gasarmi davvero.Sembrava molto bello,una cittá di mare.

Quando partii,il primo settembre 2015 per questa nuova avventura,ero piena di aspettative ma non sapevo che queste sarebbero state totalmente stravolte.Prima di approdare nella mia Cádiz,passai una decina di giorni a Barcellona.Uno spettacolo le opere di Gaudí,maestosa la Sagrada Familia.Lì dovetti far fronte ad uno dei principali problemi di quando si viaggia all’estero:La lingua.A Barcellona si parla sia spagnolo che catalano,anche se sembra quasi che quest’ultimo si imponga bruscamente sull’altro,predominando in metro,negli slogan pubblicitari e persino nel menu dei ristoranti.Una volta chiesi informazioni stradali ad una signora,che mi rispose in catalano e solo quando terminó,guardando la mia faccia perplessa,disse “forse vuoi che te lo spieghi in spagnolo?”.Non avevo capito una ceppa.

In veritá non masticavo nemmeno tanto lo spagnolo.Non mi vergogno a dire che rifeci l’esame di Spagnolo(B1) per quattro volte prima di passarlo.La gente è seriamente convinta che basti aggiungere una “s” a qualsiasi cosa e stai parlando spagnolo.Vi assicuro che non è così! Certo,non nego che molte parole siano simili ed altre completamente uguali,ma la vera difficoltá sta nei verbi,nelle proeposizioni ecc..Se sei un italiano in vacanza in Spagna,sicuramente te la caverai.Mi fanno troppo ridere i turisti a volte.Quando mi capita di passeggiare per le strade della mia Cádiz,sento la voce degli italiani,che urlano e gesticolano,pronunciando solo le parole principali,senza articoli o verbi.”Plaza-Flores?” accompagnato da un braccio teso ad indicare la direzione.

Probabilmente l’impressione che davo a Barcellona a settembre,non era tanto diversa.

Fatto sta che dopo la mia permanenza nella cittá di Gaudì,sono approdata nella mia amata Cádiz.Dove si trova Cádiz? E’ una cittá situata nel sud della Spagna,in Andalusia,e precisamente in un pezzo di terra circondato dal mare.

Ah,Caí.La gente è davvero di cuore,simpatica e disponibile.Non mi è mai successo di chiedere un’informazione e di sentirmi rispondere “non sono di qui” o “non lo so” per la semplice pigrizia dell’interlocutore,come spesso accade in Italia.Chi vuole perdere tempo dietro a uno straniero che si è perso in una cittá che non conosce?Che usi la cartina!Qui persino la persona piú indaffarata del mondo si ferma e ti indica la direzione,anche a  costo di accompagnarti a metá strada,come spesso mi è capitato.

Beh,per ora mi fermo…

Continuate a seguirmi se volete sapere davvero cosa vuol dire vivere all’estero e cos’è davvero l’Erasmus! Ciao!cai Continua a leggere